Unioni civili: i chiarimenti INPS sull'erogazione di alcune prestazioni

Unioni civili: i chiarimenti INPS sull'erogazione di alcune prestazioni

(Dott. Alessandro Gaetani – Responsabile ufficio “Orientamento al Lavoro” di Laziodisu)*

L'INPS - con Circolare del 05 maggio 2017, n. 84 - ha fornito alcuni chiarimenti normativi e le relative istruzioni operative per garantire le vigenti tutele per il sostegno al reddito familiare anche alle unioni civili e convivenze di fatto.

Nello specifico, l'Istituto - con riferimento all'erogazione dell’assegno nucleo familiare, degli assegni familiari, e dell'assegno per congedo matrimoniale - ha affrontato le seguenti tematiche:

  1. individuazione del nucleo di riferimento per le unioni civili;
  2. determinazione del reddito complessivo per i nuclei familiari composti da genitori conviventi;
  3. diritto all’assegno per congedo matrimoniale.

 

Per le unioni civili, se solo una delle due parti dell’unione è lavoratore dipendente o titolare di prestazione previdenziale - al pari del diritto riconosciuto nell’ambito del matrimonio per il coniuge non separato legalmente ed effettivamente, che non sia titolare di posizione tutelata - le prestazioni familiari devono essere riconosciute anche per la parte dell’unione civile priva di posizione tutelata.

Nel caso in cui vi siano figli di una delle due parti dell’unione nati precedentemente all’unione stessa, è irrilevante che uno dei due genitori abbia la posizione tutelata e l’affido sia condiviso oppure esclusivo; a tali figli, infatti, viene garantito in ogni caso il trattamento di famiglia su una delle due posizioni dei propri genitori, a nulla rilevando la successiva unione civile contratta da uno di essi.

Qualora si tratti di genitori separati o naturali, privi entrambi di una posizione tutelata, la successiva unione civile di uno dei due con altro soggetto, lavoratore dipendente o titolare di prestazione previdenziale sostitutiva, garantisce comunque il diritto all’Anf/Af per i figli.

Nell’ipotesi, poi, di figli di una delle due parti nati dopo l’unione, l’assegno può essere erogato dall’Istituto allorché il figlio sia stato inserito all’interno dell’unione civile.

 

In caso di convivenza di fatto, ai fini della determinazione del reddito complessivo di riferimento e della misura dell’ANF, è assimilabile ai nuclei familiari coniugali la sola situazione dei conviventi di fatto che abbiano stipulato il contratto di convivenza, qualora dal suo contenuto emerga con chiarezza l’entità dell’apporto economico di ciascuno alla vita in comune.

 

https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fCircolari%2fCircolare%20numero%2084%20del%2005-05-2017.htm

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