Non scegliere soltanto un lavoro: scopri quale futuro può assomigliarti
“Che cosa vuoi fare da grande?”
È una delle domande più frequenti rivolte ai giovani e, allo stesso tempo, una delle più difficili. Spesso viene posta come se fosse necessario individuare immediatamente una sola professione, prendere una decisione definitiva e non cambiare più strada.
Il mondo del lavoro, però, non funziona più in questo modo.
Le persone cambiano, le competenze evolvono e nuove professioni nascono continuamente. Orientarsi non significa quindi scegliere una volta per tutte, ma imparare a prendere decisioni consapevoli durante il proprio percorso.
Partire dalla conoscenza di sé
La scelta di un percorso di studio o di lavoro non dovrebbe dipendere soltanto dalle professioni considerate più sicure o remunerative.
È importante domandarsi:
- quali attività mi coinvolgono maggiormente?
- in quali situazioni riesco a esprimere il meglio di me?
- preferisco lavorare con persone, dati, idee o strumenti?
- quali problemi mi piacerebbe contribuire a risolvere?
- quali valori vorrei ritrovare nel mio futuro lavoro?
Non sempre le risposte sono immediate. Possono emergere attraverso esperienze, incontri, laboratori, stage, attività di volontariato e percorsi PCTO.
Conoscere le professioni reali
Molti giovani scelgono basandosi su una conoscenza limitata del mercato del lavoro. Spesso conoscono solo le professioni più tradizionali o quelle svolte dai propri familiari.
Esistono invece centinaia di ruoli poco conosciuti: professioni digitali, ambientali, creative, scientifiche, sociali e organizzative.
Conoscere una professione non significa soltanto leggerne il nome. Bisogna capire:
- quali attività vengono svolte ogni giorno;
- quali competenze sono necessarie;
- quali percorsi formativi permettono di accedervi;
- in quali organizzazioni si può lavorare;
- quali possibilità di crescita offre.
Le testimonianze dei professionisti possono aiutare a trasformare una definizione astratta in un’esperienza concreta.
Provare prima di decidere
L’orientamento più efficace è quello che permette di sperimentare.
Un laboratorio, un project work o una simulazione professionale possono far comprendere molto più di una lunga descrizione teorica. Attraverso l’esperienza è possibile scoprire capacità che non sapevamo di possedere oppure capire che una professione immaginata in un certo modo è, nella realtà, molto diversa. Anche comprendere ciò che non ci piace rappresenta un risultato importante.
Il percorso perfetto non esiste
Non esiste una scelta priva di rischi e non esiste un percorso valido per tutti. Esiste però la possibilità di scegliere con maggiore consapevolezza. Cambiare idea non significa avere fallito. Può significare aver acquisito nuove informazioni, essere cresciuti o aver scoperto una direzione più adatta alle proprie caratteristiche.
Orientarsi vuol dire imparare a osservare il mondo, conoscere se stessi e collegare le proprie capacità alle opportunità esistenti.
Con Brain at Work, professioni, competenze ed esperienze diventano strumenti per aiutare ogni persona a costruire un progetto personale e professionale che non sia soltanto possibile, ma anche autentico.

